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Una primaverile giornata di novembre

Scatti fotografici realizzati al termine delle pulizie della tartarughiera

— Aggiornato:

 

Delle volte quando pulisco la tartarughiera sono costretto a levare Ruga dall'acqua e metterla a terra. Non c'è altra soluzione se voglio operare in ogni angolo senza che lei si spaventi correndo qua e là nell'acqua.

Non appena è a terra si trasforma subito in esploratrice. Come si vede nelle foto, ha iniziato l'esplorazione dell'area sotto la zona basking: poggiata sul bordo della vasca e sostenuta da due pilastri di legno. Il sostegno più esterno è ben visibile, perché Ruga vi è poggiata vicino: incastonata tra il pilastro e uno dei cassoni in poliuretano espanso e plastica creati per mantenere la tartarughiera fai-da-te al caldo anche d'inverno.

Ruga passeggia in una primaverile giornata di novembre. Un mese mai così caldo da queste parti, nonostante la latitudine favorisce un clima mite.

Mese di letargo

Questo dovrebbe essere il mese in cui alcune specie di tartarughe, compresa quella di Ruga, dovrebbero essere abbondantemente già in letargo. I cambiamenti climatici sappiamo, non risparmiano nessuno. Certo Ruga vive in cattività è vero. Non vive nel suo habitat naturale. Magari nella zona geografica dalla quale proviene Ruga, in questo momento, la sua specie è già in letargo...

Ma... ahime!... i cambiamenti climatici non colpiscono solo le tartarughe in cattività, anche quelle in natura. Principalmente quelle in natura! Che devono difendersi da sole, con i mezzi a disposizione in natura. Che stiano meglio in cattività? No, no. Non voglio dire questo, assolutamente no. Vuole essere solo una descrizione della realtà: in natura la vita degli animali è più dura quando ci sono sconvolgimenti climatici. Chiaro che un animale in cattività non gode di tutti i privilegi del suo ambiente naturale.

Non mi addentro molto oltre nell'argomento tartarughe in cattività e in natura, perché non sono un esperto. Evito di entrare in un terreno sconosciuto.

Fine esplorazione

Aria di primavera e ore di luce autunnali. Il sole è sotto l'orizzonte, Ruga ha avvertito il cambio di luce e si dirige verso la rampa d'accesso al suo habitat. Percorre i circa 50cm di salita lungo la rampa in sughero e plastica, alzandosi da terra per un dislivello di 30cm rispetto al suolo. Accede così all'area basking e da qui, grazie alla rampa interna, entra in acqua per cercare il posto più idoneo dove dormire. Buona notte Ruga.

 

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