Siccità e Tartarughe. Ecco come vivono senza acqua secondo le ricerche fatte

Tartarughe e siccità. Ecco come da decenni la siccità e i cambiamenti climatici impattano sulle specie di tartarughe palustri. Una vita estrema e poi morte certa.

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- Foto di Pexels da Pixabay.com. -

Siccità e tartarughe. Vi immaginate le tartarughe d'acqua dolce al tempo della siccità? Non intendo le tartarughe acquatiche che alleviamo a casa nostra, parlo di quelle che vivono nei fiumi e negli stagni e nei laghi che non ci sono più.

E non pensiamo sia soltanto un problema italiano. La California, ad esempio, è da decenni alle prese con una siccità diventata un problema sistemico.

Ovviamente anche le tartarughe di terra hanno bisogno dell'acqua, non per sguazzarci allegamente ma per berla come ogni altro essere vivente su questa terra.

La domanda non me la sono posta solo io, esistono in merito all'argomento varie ricerche scientifiche che si sono poste il problema e che hanno messo in relazione la siccità e le tartarughe.

E sapete, la ricerca scientifica arriva sempre decenni prima della politica, ma per fortuna aiuta la coscienza civile a scuotere e ad assumersi responsabilità: se non con le buone, allora con le cattive.

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Siccità in California e tartaruga Actinemys marmorata

Una ricerca condotta in California dal titolo "Effetti della siccità sulla sopravvivenza delle tartarughe palustri occidentali e sui modelli di movimento", ha analizzato le condizioni di adattamento della tartaruga Actinemys marmorata (testuggine palustre marmorizzata) alla siccità della California tra il 2009 e il 2015 (non pochi mesi fa).

La ricerca ha preso come riferimento per lo studio lo stagno dell'Area sperimentale di San Joaquin nel massiccio montuoso del Sierra Nevada, in Madera County, California.

Lo stagno nell'estate del 2013 si è prosciugato e le piogge dell'inverno successivo non sono bastate a riempirlo. Risultato, lo stagno è rimasto asciutto fino alla fine dello studio avvenuto nel mese di marzo del 2015.

19 tartarughe marmorizzate sono state monitorate con radio sistemi, di queste solo 2 sono sopravvissute. Le due superstiti hanno viaggiato per chilometri alla ricerca di un nuovo stagno e lo hanno trovato in un ranch vicino.

Un caso in particolare spiega la drammaticità di quanto vissuto da questa specie di tartaruga d'acqua dolce della California. Un esemplare di Actinemys marmorata è sopravvissuto alla siccità per 617 giorni divenendo praticamente una tartaruga terrestre, poiché senza più stagno. Nella ricerca gli scienziati hanno fatto notare che non era mai stato rilevato prima una resistenza così prolungata, tuttavia, è importante sottolineare che le tartarughe d'acqua dolce non sono capaci di mangiare fuori dall'acqua, dunque si è trattatto di una morte lenta sopraggiunta dopo quasi due anni.

Chi volesse approfondire la ricerca può leggerla da qui: https://www.fs.fed.us/psw/publications/purcell/psw_2017_purcell001.pdf (risorsa consultata il 25/7/2022).

Una ricerca parallela condotta nello stesso periodo (2013 - 2015) in un lago nel sud della California, monitorò la Actinemys pallida verificando che, dopo gli incendi nell'area del 2013 e la siccità degli anni successivi che portò alla scomparsa del lago nel 2015, non rimase neppure un esemplare in vita.

Qui la ricerca: https://www.kmae-journal.org/articles/kmae/full_html/2017/01/kmae160179/kmae160179.html.

Siccità e tartarughe in Carolina del Sud

Nella Carolina del Sud la siccità viene studiata sin dal 1967 e in particolare nella Ellenton Bay, nei pressi della città di Aiken.

Qui vivono più popolazioni di tartarughe palustri e sono state monitorate per decenni con controlli periodici delle popolazioni e dell'emigrazione in altri contesti.

Nell'area, tra il 1980 e il 1981 si verificò una importante siccità che causò una importante migrazione di tartarughe palustri.

In totale, al termine di 15 anni di ulteriori studi e verifiche, la ricerca appurò che la Pseudemys scripta e la Pseudemys floridana come risposta alla siccità emigrarono in gran numero verso altri habitat. Come effetto della migrazione un numero inferiore di femmine depose uova.

La Sternotherus odoratus e la Deirochelys reticularia, non abbandonarono l'habitat divenuto più siccitoso ma allo stesso modo delle altre due specie ridussero la riproduzione.

Soltanto la Kinosternon subrubrum non fece apprezzare una grande differenza in termini di migrazione e di riduzione nella riproduzione.

Questa ricerca ci mostra come da decenni la siccità è una minaccia per gli animali e gli ecosistemi, e le tartarughe come gli altri animali non ne sono immuni.

Per chi volesse approfondire la ricerca la trova qui: https://www.jstor.org/stable/1563826.

Dalla siccità prima si scappa, poi si muore

Quello che queste due ricerche ci fanno capire è che le tartarughe d'acqua dolce tentano di scappare dalla siccità per trovare nuovi habitat di vita a loro più favorevoli. In ogni caso, anche se restano, riducono l'attività riproduttiva avviando la specie involontariamente all'estinzione.

Quando non trovano altre soluzioni provano a resistere in uno stillicidio privo d'acqua che può durare anni.

Noi terrestri, invece, in caso di siccità ci faremo le guerre e comunque non saremmo in grado di sopravvivere. Forse prima di giungere alle estreme conseguenze, sarebbe il caso di prendere consapevolezza del fatto che abbiamo assoluto bisogno di raccogliere l'acqua piovana e di risparmiare quella che usiamo tutti i giorni.

 

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