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In India le tartarughe d'acqua dolce si riproducono nei templi Indù

La spiritualità praticata nei templi Indù, in India salva dall'estinzione la tartaruga d'acqua dolce Nilssonia nigricans.

- Foto: The Indian Express. -

In India la conservazione delle specie di tartarughe a rischio estinzione ha molto a che fare con la spiritualità. Nel piccolo paese di Hajo, tra i numerosi templi Indù che affollano il piccolo centro, ce n'è uno in particolare dove le tartarughe rinascono a una vita nuova.

Questo luogo spirituale del 1583 si trova nello stato indiano di Assam, stretto tra lo stato del Bhutan (a nord) e il Bangladesh (a sud).

Nel 1994 il tempio Hayagriva Madhava accoglieva nel laghetto sacro una tartaruga della specie Nilssonia nigricans (Black softshell turtle). La tartaruga si chiamava Mohan e pesava oltre 40 kg. Purtroppo morì di vecchiaia e tutto il vicino villaggio di Hajo gli rese omaggio, compreso il piccolo Pranab Malakar che allora aveva 15 anni.

Malakar ricorda che sin da quando aveva 10 anni dava da mangiare alla tartaruga prendendosene cura con gli amici del villaggio, ma come tutti del resto.


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La presunta estinzione della Nilssonia nigricans

La storia del villaggio e di Malakar proseguiva, così come la vita delle altre tartarughe ospiti del laghetto sacro.

Nel 2002 la Red List dello IUCN (International Union for Conservation of Nature) segnò come estinta la tartaruga Nilssonia nigricans. Un giorno triste per tutti, anche nel piccolo villaggio di Hajo dove Mohan aveva vissuto venerata come una divinità dai fedeli che si recavano tutti i giorni al tempio.

La parola estinta venne cancellata, miracolosamente si potrebbe affermare, nel 2004 anno in cui in Bangladesh vennero ritrovati 408 esemplari di Nilssonia nigricans, nel lago del santuario Bayazid Bastami del vicino Bangladesh.

Malakar diventa custode del tempio e dello "spirito delle tartarughe"

La storia di Malakar, l'adolescente che aveva visto morire la tartaruga Mohan, si fuse alla storia delle tartarughe del tempio Indù qualche anno dopo la scomparsa della Nilssonia nigricans. Malakar venne nominato custode del tempio e tra i compiti ricevette quello di prendersi cura del laghetto usato per i bagni rituali.

Per Malakar il lavoro divenne una missione, quasi spirituale, dal momento che i devoti donano (ancora oggi) tartarughe allo stagno per garantirsi una lunga vita. Ma non solo, gli Indù credono che nelle tartarughe risieda l'Avatar del Signore Visnù (divinità maschile vedica).

— Mappa del tempio Indù. —

Lo studio delle tartarughe

In Malakar la passione per le tartarughe nacque presto e appena ne ebbe la possibilità, con i primi soldi comprò un paio di libri per tartarughe per avviarsi da autodidatta allo studio delle caratteristiche.

Grazie allo studio scoprì che nel laghetto del tempio Hayagriva Madhava vivono ben 13 specie diverse di tartarughe d'acqua dolce. Una grande scoperta per il custode e forse anche per molti che risiedono nel piccolo villaggio alle porte della città di Guwahati.

Una conservazione spirituale

Oggi Malakar è parte di un progetto locale di conservazione di 35 esemplari di Nilssonia nigricans in collaborazione con la ONG Help Earth di Guwahati.

Il progetto prevede la riproduzione nel lago delle tartarughe, per una successiva reintroduzione in natura della specie.

Il progetto è partito nel 2011 grazie a una donazione da 5 mila USD fatta da un fondo per la conservazione delle specie a rischio di Abu Dhabi.

Per Malakar, che ricorda come sia difficile raccogliere fondi per sostenere le tartarughe a rischio estinzione, il suo lavoro di conservazione è una missione che ha a che fare con lo spirituale, data l'importanza religiosa che le tartarughe rivestono nella cultura locale.

Oggi, senza volerlo, il laghetto sacro del tempio Indù di Hajo è diventato un importante luogo di conservazione delle specie di tartarughe d'acqua dolce indiane a rischio.

 

Fonte notizia: The Indian Express.

 

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